Se sei affascinato da intelligenza artificiale, futuri distopici e storie che ti lasciano a pensare ben oltre i titoli di coda, Westworld è una di quelle serie che non puoi lasciarti scappare. Prodotta da HBO e disponibile su Sky e NOW, questa serie è un piccolo capolavoro della fantascienza contemporanea, in grado di tenerti incollato allo schermo mentre ti pone domande esistenziali su coscienza, libero arbitrio e realtà.
La storia parte da un’ambientazione davvero unica: un gigantesco parco a tema futuristico, chiamato Westworld, in cui i visitatori umani possono vivere esperienze immersive nel selvaggio West. Ma non è un normale parco divertimenti. Qui ogni dettaglio è perfettamente ricostruito e gli “abitanti” del parco — chiamati host — sono androidi incredibilmente realistici, programmati per recitare ruoli precisi, interagire con gli ospiti e vivere vite cicliche… senza sapere di non essere umani.
Ma le cose si complicano — e tanto — quando alcuni di questi host iniziano a mostrare comportamenti strani. Ricordi frammentati, domande sulla loro esistenza e una progressiva presa di coscienza mettono in moto una catena di eventi che porta la storia ben oltre il parco.
Tanti i personaggi ben caratterizzati di cui appassionarsi, tra i principali c’è Dolores, una giovane donna che vive ogni giorno come fosse il primo, almeno finché non comincia a intuire che il suo mondo non è quello che sembra. C’è Maeve, una proprietaria di saloon affascinante e spietata, con una mente brillante e una determinazione fuori dal comune. E poi il misterioso Uomo in Nero, un personaggio enigmatico e carico di simbolismo, che attraversa il parco alla ricerca di qualcosa di più profondo e oscuro.
Dietro le quinte, invece, troviamo i creatori del parco, gli ingegneri e i dirigenti, che con il loro potere di “giocare a fare Dio” alimentano domande etiche sulla responsabilità, il controllo e il significato stesso della coscienza artificiale.
La serie si sviluppa in 4 stagioni per un totale di 36 episodi, e ogni stagione espande l’universo narrativo in modi sorprendenti: dal western al cyberpunk, passando per ambientazioni futuristiche mozzafiato, Westworld cambia pelle continuamente, ma senza mai perdere il suo centro tematico.
Non è una visione leggera, questo va detto. Ma è esattamente il tipo di serie che ti ricompensa se ci entri con curiosità e attenzione. Ogni dettaglio, ogni dialogo, ogni sguardo può nascondere una riflessione più ampia sul nostro rapporto con la tecnologia e sul futuro che ci stiamo costruendo.
Insomma, Westworld è molto più di una serie: è una vera e propria esperienza filosofica mascherata da intrattenimento sci-fi. Se sei pronto a mettere in discussione tutto quello che sai su libero arbitrio e intelligenza artificiale… benvenuto nel parco.
La regia di Westworld
Alla guida creativa di Westworld troviamo Jonathan Nolan, che ha ideato la serie insieme a Lisa Joy. Fratello minore del celebre regista Christopher Nolan, Jonathan non è certo nuovo alle grandi storie complesse e cerebrali: ha scritto insieme al fratello film come Memento, The Prestige, Interstellar e Il Cavaliere Oscuro. In Westworld porta tutta la sua passione per la narrativa intricata, i giochi temporali e i dilemmi morali, costruendo una serie che è tanto una riflessione filosofica quanto un intricato puzzle da decifrare. La sua regia — soprattutto nelle prime stagioni — si distingue per lo stile elegante, l’uso simbolico delle immagini e la capacità di creare tensione emotiva anche nei momenti più silenziosi. In coppia con Lisa Joy, ha dato vita a uno dei progetti più ambiziosi della TV degli ultimi anni, dimostrando che la fantascienza può essere non solo spettacolare, ma anche profondamente intelligente.